Investire nel Forex prevedendo le mosse della Bce

Chiunque abbia una particolare dimestichezza con gli investimenti sul Forex, sa bene quanto sia importante cercare di valutare e prevedere le mosse degli istituti banchieri di politica monetaria. Fortunatamente, la maggior parte dei broker Forex fornisce all’investitore una discreta gamma di informazioni utili per poter assumere delle decisioni in modo misurato e consapevole, ivi compresa la possibilità di tenere sotto controllo un denso calendario macroeconomico.

Sulla base della premessa che precede, è bene cercare di comprendere in che modo la Bce potrebbe compiere i prossimi passi, riflettendo su quello che dovrebbe essere il perno della discussione delle prossime settimane: la possibilità che l’istituto guidato da Mario Draghi possa o meno muoversi verso un nuovo stimolo e, magari, una rinnovata politica di quantitative easing.

A nostro giudizio, le possibilità che la Bce vari un nuovo stimolo monetario sono principalmente due: il primo è che vi sia un ulteriore calo delle attese dell’inflazione, aprendo lo scenario più temuto (quello di una deflazione); il secondo è che vi sia l’evidenza certa e concreta che le misure recenti non abbiano l’effetto sperato sulla dinamica del credito e sull’economia.

In relazione, Draghi ha già evidenziato che nel corso del mese di dicembre lo staff rivedrà le stime di crescita e di inflazione verso il basso e, quindi, maggiormente in linea con le ultime stime di consenso (0,8-1,2 per la crescita, 0,5-1,0 per l’inflazione rispettivamente nel 2014 e nel 2015), ma che comunque la previsione rimane quella di una graduale ripresa ciclica.

Alla luce di quanto precede, è possibile che già nel corso del mese di dicembre la Bce si decida a rendere più allettanti le condizioni delle TLTRO tramite una riduzione dello spread, una ulteriore espansione delle garanzie ammissibili, e/o allungando la vita media delle operazioni che si terranno tra marzo 2015 e giugno 2016, in modo che ciascuna abbia una vita media di 4 anni.

Se le misure in essere non dovessero essere sufficienti per innescare una dinamica ancora più sostenuta degli impieghi da inizio 2015, e qualora la Bce non riesca ad acquistare volumi significativi, la Bce potrebbe inoltre scegliere di estendere gli acquisti di asset privati ai corporate bonds per inizio 2015. Anche alla luce di quanto precede, riteniamo che un’estensione degli acquisti ai titoli di Stato rimanga poco probabile non solo perché, per il momento, la stima centrale rimane di ripresa ciclica (sia pure debole), ma anche perché non si è formato un consenso interno al Consiglio.

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