Il Tesoro ha venduto tutti i 12 miliardi di euro di Bot a sei mesi e ad un anno. La domanda per i titoli annuali è risultata in leggero calo rispetto all'ultima asta, 1,47 volte contro 1,92 di dicembre, mentre il rapporto bid-to-cover per i Bot semestrali è salito a 1,85 da 1,7 del collocamento di dicembre.
SPREAD BTP-BUND A 478 PUNTI DOPO BCE - Lo spread Btp-Bund oscilla sui 478 punti base dopo la decisione della Bce di lasciare invariato il costo del denaro. Il rendimento del 10 anni italiano è al 6,62%. L'euro scivola a 1,2740 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta di 1,2778.
BORSA MILANO: BRILLANTE (+3%), UNICREDIT +12%, MPS +10% - Si conferma brillante Piazza Affari a metà seduta, con il Ftse Mib in crescita del 3,22% a 15.360 punti. Guidano i rialzi Unicredit (+12,35%), favorita dalla raccomandazione di acquisto di Citigroup, mentre il fondo sovrano kazako Samruk Kazyna ha smentito di avere quasi il 5% della banca come indicato da Il Giornale. In forte crescita anche i diritti sull'aumento di capitale (+46,21%), mentre nel comparto si evidenziano pure Mps (+10,4%), Intesa Sanpaolo (+6,88%) e Banco Popolare (+6,89%). In luce Fonsai (+5,29%) ed il resto della galassia Ligresti, in vista di un impegno di Unipol (+1,43%), che sta valutando una ricapitalizzazione per prendere parte al salvataggio del gruppo. Premafin guadagna il 4,62% e Milano Assicurazioni il 5,29%. Bene Generali (+4,27%), Mediobanca (+7,16%). Acquisti in campo industriale su Fiat (+3,39%) e Finmeccanica (+3,52%), mentre le uniche blue chip in controtendenza rispetto al listino sono Ansaldo Sts (-0,2%) e Atlantia (-1,84%). Fiacca Eni (+0,18%), bene invece Enel (+2,52%) ed A2a (+2,01%).
EUROPA POSITIVA ATTENDE DATI USA; FUTURES IN RIALZO - Le aste dei titoli di stato italiani e spagnoli, la riduzione del differenziale tra Btp e Bund tedeschi a 473 punti ed il rafforzamento dell'euro sul dollaro spingono al rialzo le principali borse europee, in attesa di conoscere i dati sulle vendite al dettaglio negli Usa di dicembre e con i futures su Wall Street girati al rialzo. Gli acquisti premiano i bancari, con l'Italia in primo piano grazie al rally di Unicredit (+12,5%) ed Mps (+10,4%). Seguono Rbs (+8,58%), Commerzbank (+8%) e Bnp Paribas (+7,6%), mentre soffre il colosso della distribuzione britannica Tesco (-13%), che ha ribassato le stime sugli utili dopo le deludenti vendite natalizie, scese del 16% rispetto all'anno precedente. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra +0,42% - Parigi +1,45% - Francoforte +1,62% - Madrid +1,73% - Milano +3,22% - Amsterdam +0,81% - Stoccolma +1,33% - Zurigo +0,78%.
SPAGNA FA IL PIENO IN ASTA TITOLI; TASSI IN CALO - Boom di domanda e rendimenti in calo nell'asta di titoli spagnoli in programma oggi. Madrid ha collocato 9,98 miliardi di bond a tre, quattro e cinque anni contro un target di 5 miliardi.
TOKYO CHIUDE A -0,74% CON TIMORI SU FRENATA GERMANIA - La Borsa di Tokyo termina gli scambi in calo dello 0,74%, scontando i nuovi timori sull'Eurozona dopo la diffusione dei dati sul Pil della Germania, secondo cui la locomotiva d'Europa è cresciuta del 3% nel 2011 (a fronte del 3,7% del 2010) accusando però una pericolosa contrazione dello 0,25% nell'ultimo trimestre. L'indice Nikkei si attesta a quota 8.385,59, cedendo 62,29 punti, appesantito dalla solidità dello yen contro dollaro (portatosi a 76,88) ed euro (a 97,78).
ASIA SCONTA TIMORI SU ECONOMIA EUROPEA - Hanno chiuso in calo per la prima volta dopo tre rialzi consecutivi le principali borse di Asia e Pacifico, frenate dai timori concentrati sull'economia europea, che minaccia di recedere e di penalizzare così i grandi esportatori asiatici. Ne ha pagato le conseguenze soprattutto Tokyo (-0,7%), a differenza di Seul (+1%). Sulla piazza nipponica hanno pesato Nomura (-3,47%), che ha indicato un calo del 3,4% dei portafogli degli investitori giapponesi e, per l'analogo motivo, anche Tokai Financial Holdings (-3,7%) e Osakan Securities Group (-3,2%). Effetto conti su Citizen Holdings (-3,46%). A parte la risalita di Olympus (+3,25%), alla ricerca di un alleato, secondo la stampa giapponese, con la coreana Samsung (+0,69%), che si è già chiamata fuori, hanno pesato i grandi esportatori di prodotti elettronici come Sharp (-3,16%), Pioneer (-2,92%) e Oki (-2,74%). Sotto pressione anche Panasonic (-2,48%), che ha smentito di essere interessata a collaborare con Olympus, e Sony (-2,3%), insieme agli automobilistici Mazda (-2,29%) e Nissan (-1,47%). A due velocità gli estrattivo-minerari a Sidney, favoriti dalle quotazioni dell'oro, ma penalizzati da quelle del rame e dell'alluminio. Medusa Mining ha guadagnato il 4,11% e Sundance Resources il 2,63%, mentre hanno ceduto Ramelius Resources (-1,82%), Kagara (-1,69%) e Gryphon Resources (-1,6%).
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo -0,74% - Shanghai -0,05% - Taiwan -0,02% - Seul +1,03% - Sidney -0,16% - Singapore +0,27% - Bangkok +0,18%.
BCE: LASCIA TASSI FERMI ALL'1% - Il Consiglio direttivo della Bce presieduto da Mario Draghi ha deciso di mantenere invariato all'1% il tasso di riferimento principale di Eurolandia. La decisione era attesa dal mercato. La Bce ha quindi lasciato invariato anche il tasso marginale all'1,75% e quello sui depositi allo allo 0,25%
