blog sulle novità finanziarie

Sei in: Economia e Politica Motivi della crisi in Libia: ruolo della Francia, intervento dell’Italia e rincaro del petrolio
Venerdì 25 Marzo 2011 17:11

Motivi della crisi in Libia: ruolo della Francia, intervento dell’Italia e rincaro del petrolio

Scritto da  Massimo
Sarkozy e la crisi libica Sarkozy e la crisi libica

Chi per primo ha rotto gli indugi sulla situazione libica è stato il primo ministro francese Nicolas Sarkozy il quale ha giuridicamente riconosciuto gli insorti di Bengasi ed annunciato un rapido attacco al regime di Gheddafi. In molti si sono chiesti se la politica estera dell’Eliseo, oltre a tutelare i cittadini libici da massacri minacciati dal regime del raìs, potesse celare motivazioni puramente finalizzate alla visibilità della Francia, ed in particolare di Sarkozy, nel panorama economico-politico internazionale.


In effetti, alcune notazioni darebbero corpo a queste maligne osservazioni facendo notare che recenti sondaggi indicano una calo brusco di popolarità di Sarkozy che si assisterebbe ai minimi storici. Quale quindi miglior occasione per ridare popolarità e visibilità alla politica estera dell’Eliseo che non ha certo brillato in questo ultimo periodo?

Inoltre, in chiave elettorale, c’è chi sostiene che questa decisa quanto opportuna presa di posizione di Parigi sulla crisi libica possa anche nascere dalla volontà di Sarkozy di far capire ai propri elettori di fare tutto quanto è possibile per evitare flussi illegali migratori dal Nord Africa verso le frontiere francesi.


Altro elemento da considerare potrebbe essere dettato dalla scelta strategica di Sarkozy di essere il primo amico del nuovo governo libico insorto. Scelta che porrebbe la Francia in prima posizione sui futuri rapporti commerciali con la Libia evitando così di trovarsi a rimorchio di Regno Unito e USA e soprattutto di strappare all’Italia il ruolo di partner privilegiato di Tripoli.


La presa di posizione francese ha naturalmente stimolato a rimorchio la reazione degli altri peasi europei e dell’America contro il regime di Gheddafi. L’impressione è che il ruolo della Francia sia stato quello di accendere la miccia che ha fatto esplodere una reazione internazionale.

Il nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha recentemente commentato l’intervento dell’Italia sottolineando che non si tratta di guerra bensì di impedire la guerra civile che stava esplodendo in Libia. Il ruolo del nostro Paese si sta concentrando sul controllo delle acque internazionali per le quali l’Italia ha chiesto ed ottenuto la coordinazione del pattugliamento.


L’Italia, prosegue Frattini, conferma la volontà di continuare i rapporti commerciali con la Libia anche in un eventuale periodo post-Gheddafi. Proprio i rapporti preferenziali del nostro paese con Gheddafi sono motivo di preoccupazione per gli scambi commerciali con la Libia. Ma su questo punto Frattini è stato molto chiaro sostenendo che giuridicamente l’Italia è stata chiamata al rispetto degli obblighi del diritto internazionale nel rispetto della risoluzione dell’Onu.


A chi si è dichiarato preoccupato per le aziende italiane impegnate in Libia, Frattini ha risposto che il governo tutelerà i contratti delle imprese italiane facendo pienamente valere le posizioni contrattuali acquisite sul mercato libico.


Intanto nelle ultime settimane la crisi libica sta influenzando pesantemente i prezzi del petrolio che sono passati da circa 80 dollari al barile a oltre 115 dollari al barile per il Brent e intorno ai 105 dollari al barile per Wti. I motivi di questi rialzi sono legati ai timori di una rilevante diminuzione dell’offerta del petrolio sia da parte libica sia da parte di molti paesi arabi in cui potrebbero estendersi i disordini.


Questo allarme tuttavia potrebbe celare una natura puramente speculativa in quanto l’Opec stessa ha rivelato che la produzione del petrolio non è minimamente scesa e in quanto vi sono rassicurazioni dagli USA sulle scorte di petrolio americane che attualmente toccano i livelli massimi.

Ultima modifica Venerdì 22 Aprile 2011 15:47
Massimo

Massimo

Ciao, il mio nome è Massimo e sono un appassionato di finanza. Per finanzamilano.it curo la sezione di "Economia e Politica", "Piazza Affari" e cerco di dare utili consigli in "Opportunità e Commenti Tecnici". Buona lettura.

Sito web: www.finanzamilano.it

Video collegati

Crisi in Nord Africa: conseguenze economiche

Lascia un commento

Assicurati di aver compilato correttamente tutti i campi con l'asterisco.