Asteriodi: miniere orbitanti di preziose materie prime

Il sistema solare è pieno di acqua e minerali rari e utilissimi per noi, come il platino: perché non andare a prenderseli lì dove sono, in quelle grandi miniere spaziali, o pozzi se parliamo di acqua, che sono gli asteroidi? Se lo chiede la Planetary Resources da un paio di anni e pochi giorni fa, il 24, ha presentato a Seattle, Usa, il suo piano di sviluppo che, a prima vista, sembra una nuova puntata di “Guerre Stellari”, il famoso film di George Lucas. E infatti lui è uno dei supporter e finanziatori di questo progetto visionario che promette una nuova stagione di corsa all’oro, questa volta spaziale, con un giro di affari di svariati miliardi di dollari all’anno.

Di fondi pubblici o Nasa nemmeno l’ombra, tutto su capitale privato di vari grandi avventurosi capitani d’industria della nostra epoca. La società ha infatti un vero e proprio partèrre des rois fra i soci o finanziatori: Peter Diamandis, che ha ispirato l’X Prize, assegnato nel 2004 a Paul Allen e Burt Rutan per il primo volo spaziale privato, ed Eric Anderson, un altro personaggio importante del turismo spaziale con la sua Space Adventures. C’è poi Larry Page ed Eric Schmidt, l’amministratore delegato, rispettivamente, e il presidente di Google e Charles Symonyi, l’ingegnere che ha supervisionato la creazione dell’onnipresente Microsoft Office. Possibile mai che tutta questa gente si sia messa in un impresa balorda in cui perderà un pozzo di soldi ? A seguire la conferenza stampa di presentazione l’atmosfera sembrava decisamente molto frizzante e realistica sia sulle difficoltà tecnologiche che sui tempi, parliamo di vari anni. «Magari falliremo, ma quel che vogliamo fare è regalare all’umanità una nuova epoca dell’abbondanza», ha detto fra l’altro Eric Anderson.

Il loro piano si basa su un fatto ben noto alla scienza: gli asteroidi sono milioni, si stima una trentina, e sono disseminati a fasce, ci sono quelli fra Marte e Giove e quelli oltre Plutone. Sono di tutte le dimensioni, dai pochi metri alle centinaia di chilometri di diametro. I più appetibili per i nostri cavalieri dello spazio sono quelli vicini alla Terra , NEO Near Earth, che sono anche potenzialmente pericolosi per noi, però ci si può arrivare più facilmente per la minore distanza. Perché dovrebbero essere pieni di materiali rari o acqua ? Semplice, una buona metà di questi asteroidi provengono dagli inizi della formazione del sistema solare, sono insomma dei pezzetti di Lego che dovevano servire a formare nuovi pianeti, ma non si sono mai incastrati uno sull’altro. Questi non servono a nulla, sono roccia arida e basta. L’altra metà invece è molto più interessante: sono infatti pezzi di pianeti e pianetini che, in epoche remote, si sono scontrati fra loro e distrutti reciprocamente in mille pezzi.

È qui che ci sono i minerali importanti, dato che molti di questi pezzi provengono dall’interno di questi ex pianeti dal nucleo solido, con una maggiore abbondanza di platino e altro, esattamente come succede nella nostra Terra. Pensiamo infatti un attimo : le miniere quando arrivano a qualche migliaio di metri è già molto, ma la Terra ha un diametro di poco meno di 13.000 chilometri. In pratica quindi ne scalfiamo solo la superficie, ma la geologia ci insegna che i minerali interessanti sono assai più abbondanti a profondità molto maggiori. In questi “pezzi” di pianeta che sono alcuni fra gli asteroidi possono quindi effettivamente esserci “miniere orbitanti” di costoso platino o iridio.

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