Come e perché investire in oro

I metalli preziosi
Nel corso dei secoli, i metalli preziosi (oro, argento, palladio, platino) sono stati impiegati nella forme piu’ disparate, dalla gioielleria all’industria (l’oro viene persino impiegato nelle navicelle spaziali), oltre che come investimento.
Ma cosa rende un metallo “prezioso”, rispetto alle comuni materie prime?
I metalli preziosi, oltre ad essere rari, hanno la caratteristica di salvaguardare il proprio valore nel tempo. Questi materiali sono anche ottimi conduttori di energia elettrica e calore, oltre ad essere resistenti alla corrosione ad avere un elevato grado di malleabilità.

L’Oro
L’oro, oltre che come (preziosa) materia prima e’ utilizzato anche come investimento, per la sua attitudine a preservare il proprio valore nel tempo, ed e’ stato quindi storicamente utilizzato come copertura contro l’inflazione e le incertezze politiche che hanno portato, in molti paesi, ad una drammatica svalutazione della propria moneta.
L’oro e’ stato storicamente usato come mezzo di scambio per le monete internazionali (fino al 1971, la valuta di molti stati era ancorata all’oro oppure conteneva, totalmente o parzialmente, oro.).
Il London Bullion Market e’ il principale centro mondiale per il commercio dell’oro. Tra gli altri principali mercati troviamo Zurigo, il COMEX e il il Tokyo Commodity Exchange. E’ anche possibile investire nell’oro attraverso ETC ed ETF nei principali mercati finanziari, tra cui Borsa Italiana.
Si puo’ anche investire in oro attraverso molti altri mezzi, tra cui opzioni, futures e certificates.

Il prezzo dell’oro
A differenza delle altre commodities, il cui prezzo e’ interamente determinato dalla domanda e dall’offerta, il prezzo dell’oro ha altre determinanti.
Innanzitutto, quello in oro è un investimento intrinsecamente di qualità: chi investe in oro lo fa  in qualcosa che è “di valore” da millenni.  Si stima che praticamente tutto l’oro estratto nella storia sia in qualche forma ancora oggi in circolazione.
Durante periodi di elevata incertezza in tutti i mercati (come quello attuale, che ha  visto paesi in cui i prezzi delle case, altro bene rifugio, sono crollati del 50% in pochi anni) o di instabilità politica, l’oro è visto come un investimento sicuro e dal rendimento interessante, venendo utilizzato come copertura contro l’inflazione (fattore quest’ultimo da non sottovalutare viste le pressioni al rialzo sui prezzi delle materie prime che paesi emergenti e immensamente popolati come Cina e India continueranno ad esercitare negli anni a venire, se saranno capaci di mantenere i tassi di crescita registrati persino in piena crisi).
Il rendimento dell’oro, in generale, ha una tendenza positiva quando l’economia e’ in recessione o stagnazione, così come nei periodi di rincari del greggio, elevata inflazione e instabilità finanziaria.
In questi periodi l’oro viene percepito come uno dei pochi investimenti che garantiscono affidabilità. A titolo esemplificativo, negli ultimi 5 anni il prezzo dell’oro e’ cresciuto di circa il 150% (periodo 12 gennaio 2006 – 11 gennaio 2011): mica male, soprattutto se pensiamo che nello stesso periodo l’indice FTSE MIB (prima S&P MIBTEL) ha perso il 44% circa.
Poiché il prezzo dell’oro è determinato da fattori diversi da quelli che influiscono sulle quotazioni delle attività finanziarie, presenta una bassa correlazione con i corsi azionari e obbligazionari. Ciò rende l’oro interessante in un’ottica di diversificazione.
Il rendimento dell’oro dipende anche, oltre che dall’andamento del proprio prezzo, dagli introiti dell’attività di prestito dell’oro fisico che si possiede.

Chi può investire in oro?

Grazie all’introduzione di ETC ed ETF, qualsiasi risparmiatore può investire nell’oro, con un investimento minimo di poche decine di euro.
Rischi. Il prezzo dell’oro può subire pesanti e prolungate discese, come e’ successo tra 1990 e 2000, quando e’ calato del 32% circa.
L’oro e’ quotato in dollari americani, per cui il rendimento dell’investimento sarà influenzato (positivamente o negativamente) all’andamento di questa divisa. Se le tensioni sul debito sovrano nell’area Euro non si allontaneranno, l’Euro potrebbe deprezzarsi nei confronti del dollaro, il che farebbe aumentare il valore degli investimenti in dollari (incluso quindi l’oro). Un Euro debole farebbe crescere ancora di più l’export e l’economia tedesca, oltre che fare tirare il fiato ad economie votate all’export come quella Italiana e Irlandese. Ciò potrebbe accelerare l’inflazione, già al 2,5% ovvero sopra i parametri del Patto di stabilità. La Banca Centrale Europea cosa farebbe? La sua missione principe è quella di tenere l’inflazione sotto il 2%, e una stretta monetaria imporrebbe più disciplina e rigore nei conti pubblici nei paesi dell’area Euro. Bisogna però considerare che nel contesto attuale una politica monetaria restrittiva, volta a frenare l’inflazione, metterebbe a rischio la crescita economica, e con questa la tenuta dei conti pubblici dei paesi dell’area Euro.
Se si investe attraverso ETF ed ETC, si e’ soggetti ai rischi legati a questi strumenti.
Quando si acquista oro fisico, è importante assicurarne il trasporto ed accertarsi che l’eventuale custodia da parte di terzi (come avviene ad esempio nei caveaux bancari) sia affidata ad una controparte di provata affidabilità.
E’ importante chiarire che quando si investe in azioni di una compagnia che opera nell’estrazione si avrà un rendimento non necessariamente legato al prezzo dell’oro, poiché il rendimento di questo tipo di investimento sarà anche influenzato dalle variabili tipiche di un investimento azionario. Bisogna quindi mettere in conto il rischio d’impresa e il rischio sistemico. Per chi fosse interessato ad investire in questo società esistono fondi d’investimento, chiusi e aperti, che investono in portafogli di imprese operanti nell’estrazione dell’oro.

Costi.

Investire in oro fisico (ad esempio in lingotti) comporta costi di custodia e assicurazione.
Se si investe attraverso ETF o ETC, si dovrà sostenere una commissione annuale.

Trattamento fiscale.

Le plusvalenze generate dalla compravendita di ETF ed ETC legati all’oro vengono tassate al 12,5% (esistono tuttavia delle particolarità che meritano un distinto approfondimento).

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