Cosa sono i BOT: viaggio tra i Buoni Ordinari del Tesoro

Tra gli strumenti di investimento per cui la manovra d’agosto non ha previsto l’innalmento dell’aliquota di tassazione, lasciandola dunque al 12,5%, rientrano i Bot. I Buoni Ordinari del Tesoro, questo è il loro nome per esteso, sono titoli di credito emessi dal Ministero del Tesoro per finanziare il debito pubblico. Tali strumenti possono avere una durata di 3, 6 o 12 mesi

Come funzionano

La remunerazione di questa tipologia di strumenti è data dalla differenza tra il valore nominale del titolo, ovvero il prezzo di rimborso, ed il prezzo di acquisto. L’investitore si troverà a pagare al momento della sua sottoscrizione una minore somma rispetto a quanto incasserà a scadenza. L’interesse viene considerato anticipato e la ritenuta fiscale sugli interessi viene applicata già al momento della sottoscrizione. Alla scadenza l’investitore riceverà perciò una somma di denaro pari al valore nominale complessivo dei titoli posseduti.

L’emissione

Il BOT viene creato attraverso un procedimento che prende il nome di emissione. Attraverso questo passaggio il buono passa dalle mani dello Stato (emittente) all’investitore (sottoscrittore) attraverso un intermediario. L’emissione avviene tramite un’asta a cui partecipano gli intermediari autorizzati, ed il prezzo che si determina in quest’asta viene detto prezzo di emissione.

L’asta

Il collocamento dei Buoni Ordinari del Tesoro avviene normalmente attraverso un’asta competitiva a cui possono partecipare operatori professionali, tra cui le Banche, che poi rivenderanno i BOT ai loro clienti. La tranche minima che ogni soggetto ammesso a partecipare all’asta può richiedere deve ammontare ad almeno 1.5 milioni di euro, un importo non accessibile per i piccoli risparmiatori. Con l’asta ogni richiesta resta aggiudicataria al prezzo proposto.

Ogni operatore può presentare al massimo 3 domande differenziate nel prezzo di almeno un millesimo di punto percentuale. La richiesta massima presentabile è pari al quantitativo offerto dal Tesoro in asta, mentre la minima, ammonta ad un milione e mezzo di euro.

Nel caso (tutt’altro che sporadico) in cui la domanda superi l’offerta, vengono soddisfatte in primo luogo le richieste a prezzi più alti e poi in maniera decrescente le altre, fino al completo esaurimento della quantità assegnata.

Ogni asta prevede un prezzo di esclusione al di sotto del quale le domande di sottoscrizione non sono considerate. Per evitare che i titoli abbiano rendimenti troppo bassi e quindi siano sconvenienti per i risparmiatori viene posto anche un limite superiore al prezzo, detto prezzo massimo accoglibile.

Rendimento a scadenza

Il rendimento a scadenza del titolo deriva dalla differenza tra prezzo di acquisto o di emissione e prezzo di rimborso. Ad esempio, nel caso di un BOT a dodici mesi con prezzo di emissione pari a 97 e prezzo di rimborso pari a 100, il rendimento a scadenza su ogni titolo sarà di 100 – 97 = 3 euro, cioè pari al 3.09% annuo.

Il mercato

La compravendita di un BOT avviene sul Mot, il mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato. Grazie alla loro massiccia diffusione e la presenza del mercato regolamentato Mot, i BOT rappresentano un investimento sempre liquido.

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