Comprare titoli di Stato italiani considerato ottimo affare

A dicembre il nostro mercato era nella lista degli investimenti da vendere e ora, a distanza di poco più di un mese, il quadro è completamente cambiato. Qualche operatore inizia a parlare addirittura di occasione del decennio. Il riferimento è ai titoli di Stato dell’Italia e ai buoni guadagni che offrono, con i rendimenti che la scorsa settimana, per le scadenze a dieci anni, si sono mossi sopra al livello del 6%. Un calo rispetto al 7,5% di dicembre, ma sempre un buon affare.

E’ a questa occasione che le grandi case d’investimento e i fondi pensione iniziano di nuovo a guardare con interesse. Magari preferiscono mettere in portafoglio le scadenze a due o tre anni, quelle più brevi, che danno più visibilità e dunque riducono i rischi, anche se al prezzo di rendimenti più bassi.

Ma nella partita sono tornati anche gli hedge funds che, sta volta, sull’Italia sono positivi. Niente più scommesse dai temuti fondi altamente speculativi su un fallimento del nostro Paese e una buona dose di fiducia nel corso del nuovo governo. «Da gennaio, l’umore del mercato sui titoli di Stato italiani è decisamente cambiato», dice Riccardo Pironti, responsabile Private Bank per l’Europa continentale del colosso americano Jp Morgan. «Prima vedevamo alleggerire le posizioni nei portafogli delle grandi banche e in alcuni casi assistevamo a vere e proprie fughe dall’Italia. Oggi gli operatori non scappano più dal rischio Roma. Anzi, si ricomincia a vedere interesse tra i grandi investitori. Anche da Oltreoceano», dice il manager. La casa per cui opera in questo momento ha un esposizione complessiva sul nostro Paese di oltre 5 miliardi e mezzo, una quota importante che ha aumentato proprio nelle ultime settimane.

«Vediamo un interesse particolare da parte degli hedge funds americani che sono tornati ad acquistare il debito italiano», racconta Pironti che poi aggiunge: «Questa volta il cambio di rotta dei fondi speculativi è visto come un segnale molto positivo». Sul mercato gli hedge sono gli operatori più attenti e quelli sempre in prima linea nel cogliere i cambiamenti e decidere le scommesse. «Si muovono sempre prima degli investitori tradizionali e in questo momento stanno interpretando le mosse dell’Europa e della politica italiana. Di fatto dagli hedge in queste settimane arriva la conferma di un sentiment positivo che sta dando un po’ di respiro ai mercati di questo inizio 2012», dice Pironti. Nei mesi passati hanno speculato su un fallimento dell’Italia, ora hanno iniziato le ricoperture. Il rialzo così massiccio negli ultimi giorni si spiega anche con questa mossa», dice Piero Verzetti, responsabile gestioni patrimoniali di Banca Akros che poi aggiunge: «Se guardiamo ai mesi passati possiamo dire con il senno di poi che lo spread alto è stata un’ottima occasione d’acquisto».

E le azioni? «Ci si attende che la ritrovata fiducia nel mercato obbligazionario abbia un impatto positivo anche sui corsi azionari. Ma è ancora prematuro dire che ci sono movimenti anche su questo fronte», dice Pironti che poi aggiunge: «Certo è importante che l’intervento della Bce a febbraio vada come tutti si aspettano. Altri grossi rischi all’orizzonte non ne vediamo».

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