Buoni Fruttiferi Postali: pro e contro del nuovo prodotto postale “BF7insieme”

Si tratta di un nuovo tipo di strumento finanziari proposta da Poste Italiane. Il nuovo sistema si collega ai già molteplici buoni fruttiferi postali che stanno sempre più attraendo l’attenzione dei piccoli risparmiatori che, di fronte al persistere della grave crisi del mondo dell’economia e della finanza, sono alla ricerca di soluzioni storicamente ritenute sicure.

Ma cosa è in specifico il BPF7insieme? Si tratta di un investimento a medio termine (7 anni) che garantisce flussi periodici annuali di capitale da impiegare come meglio si crede e che, se portato a scadenza, riconosce un interesse molto interessante. In pratica, per ogni 100 euro investiti, dopo sette anni, se ne ricevono più di 131 a fronte di una resa annua a scadenza del 4,5%. Quindi il BPF7, da un lato matura costantemente interessi nel tempo, mentre dall’altro prevede, in ragione di quanto investito, il rimborso pianificato di una porzione del capitale pari al 4,5% annuo dal primo al sesto anno.

Sostanzialmente, è come se Poste Italiane riconsegnassero nell’arco dei sette anni una quota di capitale equivalente a circa un quarto di ciò che è stato originariamente investito, mentre gli altri tre quarti verranno restituiti a scadenza. Tutto naturalmente con i dovuti interessi. L’unico aspetto sfavorevole – sottolinea Poste Italiane – è rappresentato dal fatto che l’investitore potrebbe avere necessità di disinvestire in anticipo il BPF7insieme: in tal caso il buono verrebbe ad essere infruttifero. Il rendimento del nuovo buono postale è infatti ottimizzato solo se conservato fino a scadenza. In caso di restituzione operata in anticipo, invece, il sottoscrittore ritirerà, senza alcuna penalità sull’intero capitale investito, il riconoscimento del capitale residuo a integrazione dei rimborsi annuali di capitale già incassati.

Caratteristiche del BPF7insieme, vantaggi e svantaggi per i risparmiatori

Ma come si è giunti a generare questo nuovo prodotto? L’offerta – spiegano da Poste Italiane – è nata fondamentalmente dall’esigenza di proporre ai piccoli risparmiatori un prodotto semplice, popolare e soprattutto a zero costi commissionali. La politica del BPF7insieme consiste, infatti, nel consentire a tutti i risparmiatori di sottoscrivere un buono postale sollevato da commissioni o spese e sottoscrivibile per un ammontare minimo di 1.000 euro. Gli interessi sono ancora vincolati alla vecchia ritenuta fiscale del 12,5% e non sono assoggettati all’imposta di bollo dichiarata dalla recente legge n. 214/2011 per importi inferiori a 5.000 euro.

Tutto bene quindi? Non proprio, osservano alcuni attenti risparmiatori. Se da una parte l’offerta pare attraente a fronte di tassi d’interesse in continua discesa, dall’altra resta il quesito di come reinvestire i singoli rimborsi che di anno in anno vengono eseguiti. La soluzione migliore, sarebbe quella di comprare altri buoni della stessa natura potenziando così il capitale, ma nella pratica quotidiana del risparmiatore postale tradizionale, poco orientato verso l’innovazione degli strumenti finanziari, il pericolo è quello di spendere le singole trance per trovarsi di nuovo così, dopo 7 anni, il rimborso del capitale a 100 (al lordo dell’inflazione) pensando di aver conseguito una perdita dall’investimento fatto. E’ necessario quindi che prima di investire in BPF7insieme l’investitore comprenda le peculiarità e le qualità specifiche del prodotto.

Il boom della raccolta postale in Italia

L’enorme popolarità dei buoni fruttiferi postali nel 2011 farà certamente da volano anche al BPF7insieme e ci sarà un’ottima domanda di sottoscrittori. Ne è persuaso Massimo Sarmi, a.d. di Poste Italiane che evidenzia come negli ultimi tempi ci sia stato un forte aumento nella raccolta a favore del risparmio postale, con aumenti percentuali a tre cifre, sottolineando che i conti correnti hanno fatto segnare dalla fine di settembre un accrescimento del 36%, i libretti del 120%, mentre la scelta dei buoni fruttiferi è cresciuta in questa ultima fase del 280% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Percentuali che non hanno eguali nel resto d’Europa. Gli italiani, si apprende da una dichiarazione di Sarmi, scombussolati dalla crisi finanziaria sembrano aver ritrovato in Poste Italiane l’ancora di salvezza per il proprio capitale, abbandonando prodotti con contorni speculativi per riscoprire la classica cassaforte dove mantenere al riparo dalla crisi economica i propri averi. I prodotti di Poste Italiane sono a basso rischio e la crescita record è l’effetto evidente della sempre più forte sensazione di fiducia verso Poste Italiane. Le motivazioni del boom consistono nella garanzia dello Stato sulla raccolta postale: le banche investono il deposito dei risparmiatori, mentre le Poste usufruiscono di tutti i risparmi dei clienti in Titoli di Stato. Ed è proprio lo Stato ad assicurare il denaro depositato dai correntisti di Poste. Nel 2010, i miliardi di euro collocati in buoni postali erano 110, ma la somma sarà certamente aumentata nel corso del 2011.

 

Miglior Broker Opzioni Binarie Regolamentato

Lascia un commento: