Valutazione azioni Azimut: il giudizio di Deutsche Bank

Azimut corre a piazza Affari, in controtendenza, guadagnando il 2,09% a 7,82 euro. Tre sono i motivi per cui il titolo è da acquistare (rating buy e target price alzato da 8,5 a 9,5 euro) secondo Deutsche Bank. Prima di tutto una comprovata capacità di raccogliere flussi di denaro anche in condizioni di mercato difficili. In secondo luogo, una crescita costante delle commissioni ricorrenti grazie all’espansione e al miglioramento dei margini, un mix vincente per le imprese.

Per i primi tre mesi dell’anno infatti gli esperti si aspettano 52,8 milioni di euro di commissioni e un utile netto di 59,7 milioni di euro. Risultati solidi, ma già scontati dai prezzi attuali di mercato. Infine, l’altro motivo per comprare Azimut risiede nelle interessanti prospettive di crescita del gruppo.

Su quest’ultimo punto, gli analisti di DB sostengono che Azimut potrebbe permettersi una grande acquisizione in Italia e una crescita selezionata all’estero. Nel caso in cui venisse a mancare una di queste possibilità entro la fine del 2013, il broker consiglia alla società di distribuire un dividendo extra.

Il payout ratio (quota di utile distribuita agli azionisti) storicamente è stato del 30% circa. Se entro i prossimi due anni non dovesse trovare un’opzione interessante per la crescita all’estero, Azimut potrebbe valutare la possibilità di distribuire una cedola extra o di lanciare un programma di riacquisto delle azioni.

Ipotizzando un’acquisizione da 4 miliardi di euro, la società avrebbe ancora 140 milioni di euro da spendere in totale, pari alla sua posizione finanziaria netta alla fine di febbraio 2012. L’utile per azione potrebbe quindi migliorare del 30% circa e il target price di oltre l’11%. Al contrario, se la stessa cifra dovesse essere utilizzata per il pagamento di un dividendo extra, l’effetto sul rendimento totale per gli azionisti sarebbe minore.

La cedola, attualmente stimata a 0,25 euro per il triennio 2012-2014, in linea con quella del 2011, sarebbe di 1,06 euro per azione (con un dividend yield del 14%), ma il prezzo obiettivo sarebbe ridotto, dal momento che la posizione finanziaria netta positiva si azzererebbe. “Entrambi gli scenari sono attraenti per gli investitori, tuttavia vediamo più spazio per la creazione di valore nella strategia di crescita”, hanno concluso gli esperti.

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