Cross euro/dollaro penalizzato dalla crisi greca

Giornata all’insegna della debolezza per l’euro che, dopo essere sceso a 1,2983 poco prima dell’apertura dei mercati europei, si è riportato a 1,3010 dollari. Dopo l’Eurogruppo tenutosi ieri sera in conference call, il presidente Jean Claude Juncker ha dichiarato che devono essere fatte “ulteriori considerazioni” sui meccanismi di sorveglianza necessari per monitorare l’applicazione delle misure di austerità da parte della Grecia e che “le decisioni necessarie” saranno prese in occasione della riunione ordinaria dell’Eurogruppo di lunedì prossimo a Bruxelles.

I continui rinvii e la poca trasparenza sulle modalità del piano di salvataggio greco hanno quindi pesato sul valutario, ma non solo. Anche l’obbligazionario sta risentendo fortemente delle tensioni in Europa. Lo spread a 10 anni tra Btp e Bund è risalito oltre 400 punti base, livello che non toccava da fine gennaio. La decisione di Moody’s di porre i rating di 114 istituzioni finanziarie dislocate in 16 Paesi europei sotto revisione per un possibile downgrade, ha gettato benzina sul fuoco.

Secondo alcuni forex strategist, la soglia di 1,26 potrebbe essere il prossimo supporto per l’euro/usd che in tal caso aggiornerebbe i minimi storici dell’anno. Nella notte la moneta unica è stata penalizzata dai verbali del Fomc della Federal Reserve dai quali è apparsa una spaccatura tra i membri del Comitato sulla possibilità di adottare ulteriori misure di allentamento quantitativo. Il dollaro ha così ampliato i guadagni nei confronti delle principali valute, in scia alla sensazione degli investitori di un allontamento di un terzo round di quantitative easing.

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